“Le vie del Verde” è uno straordinario itinerario turistico che ci permette di scoprire Bergamo sotto un’ottica diversa. Gli itinerari seguono i Colli di Bergamo e offrono un insolito sguardo sulla città, poichè tagliano i suoi versanti meridionali punteggiati da ville storiche e antichi nuclei rurali.

Le Vie del Verde, itinerario turistico di Bergamo

Gli itinerari sui Colli di Bergamo offrono un insolito sguardo sulla città, poichè tagliano i suoi versanti meridionali punteggiati da ville storiche e antichi nuclei rurali. I percorsi proposti sono due, entrambi prevedono la partenza dalla Funicolare S. Vigilio. Il primo dal Castello di S. Vigilio conduce allo splendido ex Monastero di Astino, lungo percorsi panoramici. Prevede il rientro a piedi lungo la panoramica Via Borgo Canale, dove è possibile visitare la chiesa di S. Grata Inter Vites e la Casa Natale di Gaetano Donizetti. Volendo, dopo la discesa lungo lo Scorlazzone è possibile tornare in Città Alta.
Il secondo attraversa i boschi dei versanti settentrionali e segue l’antico Acquedotto dei Vasi, sino a tornare in Colle Aperto: da qui è possibile rientrare nel centro storico oppure passeggiare piacevolmente lungo il Viale delle Mura e raggiungere il cuore di Bergamo Bassa. Entrambi gli itinerari presentano salite, ripide in alcuni tratti e corrono lungo le tipiche scalette. Si consigliano scarpe comode e la preventiva verifica della fattibilità, soprattutto per il tratto del sentiero dei vasi che si addentra nel bosco.

Funicolare S. Vigilio – Chiesa S. Vigilio

Con la Funicolare S. Vigilio (in servizio dal 1912) si raggiunge il terzo piano della città, il colle omonimo. Dal piccolo piazzale della chiesa, ombreggiato da un vigoroso leccio e accanto alla stazione di arrivo della funicolare, si gode di uno dei panorami più belli di Città Alta (che da qui risulta bassa!). L’area, un tempo spoglia per la presenza del castello, tra fine ‘800 e inizio ‘900 venne trasformata in un quartiere – giardino, con edifici residenziali, alberghi, ristoranti e alberature.

Funicolare S. Virgilio
Largo Porta Sant’Alessandro, 3
Entrata in funzione il 27 agosto 1912, venne dotata di 2 carrozze della portata di 32 persone ciascuna,
poi sostituite con un’unica da 55 posti. Copre una lunghezza di 630 m e un dislivello di 90 m, ravvisabile
dal terrazzo panoramico posto a monte, che permette di spaziare dai colli alla pianura cittadina e alle località limitrofe. è un ottimo punto di partenza per quiete e piacevoli passeggiate.

Itinerario 1

Castello S. Vigilio
Via al Castello-Via Cavagnis
Presidio romano con vista spettacolare sulla pianura e sulla catena delle prealpi bergamasche, viene
ricostruito nel XII secolo e chiamato Cappella, per la presenza al suo interno di una chiesetta dedicata
a S. Maria Maddalena. Dal ‘300 subisce modifiche e ampliamenti e nel ‘500 viene unito al Forte di S.
Marco con un terrapieno sul quale correva una strada coperta. Oggi è un parco pubblico.

Chiesa S. Vigilio
Via San Vigilio, 32
Costruita all’inizio dell’VIII secolo dopo il presunto soggiorno del vescovo trentino sui colli di Bergamo,
nel ‘200 è diretta dai frati domenicani e nel ‘300 dall’Ordine degli Umiliati, abolito nel ‘500.
Ristrutturata nel 1512, assume l’aspetto odierno con gli interventi del XVIII e XX secolo che la dotarono
anche del terrazzo panoramico affacciato sulla Città Bassa e sui colli occidentali.

Scorlazzone – Casa Natale Gaetano Donizetti

Percorrendo la scaletta dello Scorlazzone, una delle più famose vie gradonate dei Colli di Bergamo,
tagliando l’abitato di Sudorno si scende verso l’ex Monastero di Astino situato nell’omonima conca.
Dal verde tenue della valle si staccano le masse scure dei boschi di Astino e dell’Allegrezza, riconosciuti Siti di Interesse Comunitario dall’Unione Europea. Raggiunto il fondovalle il percorso risale verso Borgo Canale, uno dei borghi più antichi della città , rinomato per aver dato i natali al celebre compositore Gaetano Donizetti.

Scaletta Scorlazzone
Salita dello Scorlazzone
Lunga 362 metri, dislivello 77,5 metri, 210 gradini, deve forse il proprio nome alla vicinanza al castello
di S. Vigilio, pertanto scorlas costituirebbe la forma dialettale arcaica e corrotta di castellazzo. Un’altra
ipotesi rimanda invece a scorlas (macete), strumento utilizzato forse per liberare il viottolo dai rovi.

Tempio dei Caduti
Via Sudorno
Sorto sui resti dell’antica chiesa di S. Maria di Sudorno, distrutta per la sua costruzione nel 1915-16,
il tempio è anche detto Chiesa di Sudorno, dal nome della via su cui si affaccia e sotto cui scorreva uno dei due antichi acquedotti romani. Dedicato ai Caduti delle Guerre, conserva al suo interno (interamente rivestito di marmi scuri) la pala d’altare della vecchia chiesa medioevale.

Ex Monastero Astino
Via Astino
Il monastero risale al XII secolo e fu retto dall’Ordine benedettino maschile della congregazione fiorentina di Vallombrosa fino alla sua soppressione (1797). L’intero complesso venne adibito a manicomio e poi ad usi agricoli: acquisito dalla MIA (Congregazione della Misericordia Maggiore) di Bergamo è attualmente al centro di un poderoso intervento conservativo, teso alla riqualificazione storico-artistica, entro un pregevole contesto ambientale.

Ripa Pasqualina
Via Pasqualina Ripa
La via si imbocca all’angolo di una casa torre, affacciata su Via Astino. Il percorso iniziale è dolce, ma
poi, superato il bivio con Via del Celtro (dal dialetto “selter” e dal latino “ciltrum” cioè arco), diventa
stretta e un poco più ripida, fino a trasformarsi in una scaletta selciata, che termina su una strada asfaltata che incrocia Via Sudorno (toponimo medioevale che rimanda al culto del dio Saturno).

Chiesa S. Grata Inter Vites
Via Borgo Canale
Secondo la tradizione la chiesa fu costruita nel IV secolo sul sepolcro di Grata, compatrona di Bergamo
con Alessandro, ma le prime notizie risalgono all’VIII secolo. “Inter vites” (tra le viti) la distingue
dall’omonima chiesa in Via Arena. Contiene importanti dipinti di Vincenzo Bonomini. Dinnanzi si eleva lo scalone di S. Gottardo, dal nome dell’ex complesso monastico posto alla sua sommità, di cui
restano un chiostro e parte dell’antica chiesa.

Casa natale Gaetano Donizzetti
Via Borgo Canale, 14
Situata nell’antico Borgo Canale, venne eretta nel XVII secolo su strutture quattrocentesche: qui, nel
piano interrato, nacque e visse la sua infanzia il famoso compositore, universalmente riconosciuto
come uno dei protagonisti del melodramma italiano dell’Ottocento. La casa, acquistata nel 1925 dal
Comune di Bergamo, dal 1926 è monumento nazionale.

Itinerario 2
Tratto panoramico Via S. Sebastiano – Slargo Vetta

Proseguendo la visita dei Colli di Bergamo si ha la possibilità di ammirare paesaggi suggestivi e tracce di antiche abitazioni: un percorso tra ville liberty, nuclei abitativi cinquecenteschi e dimore di personalità bergamasche di spicco. Percorrendo graziose vie, che un tempo venivano utilizzate per spostarsi tra le località rurali o per raggiungere i singoli coltivi, si può ammirare il paesaggio della pianura circostante immerso in un’incredibile quiete.

Tratto panoramico
Via San Sebastiano
In questo punto il nucleo abitato si apre verso le pendici del Colle di S. Vigilio. L’abitato circostante
è ricco di ville liberty. Tra i terrazzamenti sottostanti è ancora riconoscibile il lungo muro dell’antica
strada del Gavazzolo, che scendeva al Monastero di Astino. Sul crinale si estende il nucleo lineare
di Sudorno.

Case Moroni
Via Alle Case Moroni, tra S. Sebastiano e Via del Rione
Il nucleo cinquecentesco delle Case Moroni offre uno splendido panorama sulla valle di Astino e la
retrostante pianura (talvolta si scorge lo skyline di Milano): a destra la Botta di S. Sebastiano, più in
basso il bosco dell’Allegrezza, riserva naturale del Parco dei Colli e la vicina Chiesa della Madonna
del Bosco, al centro l’ex Monastero d’Astino, sulla sinistra l’allineamento di Sudorno.

Slargo Via Vetta
Monte Bastia – Via Vetta
Giunti al crinale, procedendo sul versante settentrionale, le abitazioni e i coltivi diventano rari. L’indicazione
Via Vetta porta alla cima del Monte Bastia, il più elevato dei colli della città.

Bosco A Bacìo – Nucleo Castagneta

Questa tratta attraversa i pendii boscati dei versanti settentrionali e segue le tracce dell’antico
Acquedotto dei Vasi.
L’itinerario si snoda lungo scalette e viottoli, dunque presuppone una buona condizione fisica.
Il tratto del sentiero dei Vasi, della durata di circa 30 minuti all’interno di un bosco interessa un ampio sentiero in terra battuta, che necessita di scarpe comode ed è sconsigliato in caso di maltempo.
Da Castagneta una deviazione porta all’ex Monastero benedettino di Valmarina, oggi sede del Parco dei Colli di Bergamo, da dove è possibile rientrare in città percorrendo la Green Way, una bella pista pedonale e ciclabile che corre sotto il versante settentrionale della fortificazione veneziana.

Bosco a Bacìo
Scendere per Via Scalvini, Via Ramera, Sentiero dei Vasi e Via Castagneta
Il tracciato taglia il versante settentrionale del Colle Bastia.
Per l’esposizione a nord il sottobosco è ricco di felci e in primavera sono numerose le fioriture. Tra gli alberi dominano i castagni, le querce e le robinie. Il raro esempio di bosco storico urbano è stato nel tempo difeso dalla città. Oggi è area di interesse ambientale e paesaggistico del Parco Regionale dei Colli di Bergamo.

Lapide Gallina
Via Castagneta
Lapide in marmo grigio posta nel 1329 e rinnovata nel 1696, in quanto già allora parzialmente illeggibile,
ricorda la pulizia dell’Acquedotto dei Vasi, voluta dal podestà comunale Beccaro Beccaris. I lavori
interessarono il tratto dell’Acquedotto dalla località Castagneta fino all’antica Porta di S. Alessandro
(poco a valle dell’attuale Colle Aperto).

Punto panoramico nell’abitato rurale
Via Castagneta incrocio con strada comunale della Tavernelle
All’altezza di Via Tavernella la vista si apre sul nucleo abitato Gallina, che presenta ancora edifici rurali
circondati dai tipici ronchi, terrazzamenti coltivati a vite. Sullo sfondo la cuspide del Canto Alto, riconoscibile
per la croce metallica sulla cima. Ai suoi piedi l’abitato di Sorisole con l’ampia parrocchiale
intonacata di bianco. Più a destra i crinali della Costa Garatti e della Maresana.

Nucleo Castagneta 
Via Castagneta
Il nucleo di Castagneta si distribuisce lungo un’antica strada che conduceva in Valle Brembana e nel
cantone dei Grigioni (CH), che correva parallela all’Acquedotto dei Vasi. Castagneta apparteneva
ai Corpi Santi, corona amministrativa che si estendeva per un paio di miglia intorno alla città. ll nome
ricorda la diffusione dei castagneti nei colli di Bergamo, intorno alla chiesa settecentesca dedicata a
S. Rocco.

Acquedotto – Polveriera veneziana

Quest’ultima tratta, che taglia il versante settentrionale dei Colli di Bergamo, riconduce in Città Alta attraverso un percorso completamente pianeggiante.
Attraverso graziosi abitati, come il nucleo di Castagneta e immersi nel verde silenzioso dei colli, si va alla
scoperta di antiche pratiche, curiose tradizioni e interessanti riflessioni naturalistiche.
Si può inoltre scorgere la catena delle Prealpi Orobie, che fa da incantevole cornice a questo viaggio di sguardi attorno a Bergamo.

Acquedotto
Via Castagneta
Dal capofonte alla Porta S. Alessandro l’Acquedotto dei Vasi (3,5 km, dislivello di 70 m) portava in città l’acqua delle sorgenti poste sui versanti settentrionali dei colli. Di origine antichissima, fino al primo Ottocento ha fornito l’acqua per usi domestici. Quella per il lavoro era invece condotta dal fiume Serio, ai piedi della città, dove si sono sviluppate le principali attività produttive.

Roccolo di Castagneta
Castagneta
È il più bello e integro della città, utilizzato per l’inanellamento degli uccelli a scopi scientifici. I roccoli
sono un particolare tipo di architettura verde pensata per catturare uccelli. Si ottengono con pazienti
potature e sagomature di alberi, fra i quali si tendevano le reti: i volatili vi restavano impigliati, dopo
che l’uccellatore li spaventava, lanciando dal casello uno spauracchio.

Porta del soccorso
Via Sotto le Mura di Sant’Alessandro
Situata a metà della via pedonale Sotto le Mura di S. Alessandro è visibile dietro una cancellata all’interno
di una proprietà privata. Rappresentava l’estrema via di fuga del sistema difensivo delle Mura
veneziane (1561-1595), da cui il nome di Soccorso, in quanto collegava il quartiere generale del Forte
S. Marco con il castello di S. Vigilio.

Quercia e Via Roccolino
Via Costantino Beltrami – incrocio con Via Roccolino
La Via del Roccolino è aperta da un vetusto esemplare di farnia, quercia ‘regina’ della foresta precedente
alla formazione della città. La pianta, rara negli spazi urbani, è facilmente riconoscibile per le foglie lobate e le ghiande portate da un lungo peduncolo. La via, il cui nome ricorda l’antica presenza di un roccolo, conduce verso il bel nucleo di Valverde, alla base della Città Alta.

Come arrivare

• in alternativa alla Funicolare si può raggiungere S. Vigilio a piedi percorrendo Via S. Vigilio;
• a piedi da Città Bassa, percorrendo le scalette che salgono verso Città Alta dalla zona delle Piscine Italcementi (ad esempio scaletta delle More e quindi a destra lungo Via Borgo Canale, oppure salendo da Via Fontanabrolo);
• in bus da Cittaà Bassa con la linea bus ATB n.1, che ferma al capolinea di Colle Aperto;
• in auto, anche se non se ne consiglia l’uso per l’accesso in Città Alta per le molte zone ZTL (Zona Traffico Limitato). Nel week-end e nelle sere estive non è possibile in alcun modo accedervi. In caso di necessità è possibile sostare a pagamento e per un periodo limitato lungo le mura (strisce blu) e nei due parcheggi in Piazza Mercato del Fieno e a fianco della stazione inferiore della Funicolare S. Vigilio. Per la sosta libera si consigliano i parcheggi nella zona adiacente a Largo Barozzi e da qui salire in Città Alta con le vicine scalette o arrivando a piedi sino alla Funicolare Città Alta.

Servizi lungo il percorso
• lungo tutto l’itinerario sono presenti pochi bar e ristoranti;
• vi sono alcune fontane con acqua potabile;
• bagni pubblici.

Parchi
• Parco del Castello di S. Vigilio;
• tutta l’area presenta aree verdi.